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Contabilizzazione delle spese di pubblicità

Cos’è una spesa di pubblicità e quando può essere capitalizzata?

 

Le spese di pubblicità rappresentano i costi sostenuti da un’impresa per promuovere marchi, prodotti o servizi e non si trattano tutte allo stesso modo nel bilancio.

 

Secondo l’OIC 24, alcune spese pubblicitarie possono essere capitalizzate tra i costi di impianto e ampliamento (voce B.I.1 dello Stato Patrimoniale), solo se:

  • sono direttamente collegate a una nuova attività e sostenute prima dell’avvio;
  • generano benefici economici futuri dimostrabili;
  • è possibile stimare con ragionevole certezza la loro recuperabilità;
  • sono parte di strategie durevoli (es. lancio di un nuovo brand o mercato).

Nei casi ordinari (OIC 12), le spese di pubblicità:

  • vanno imputate a conto economico nell’esercizio di competenza (voce B11);
  • sono spesate integralmente, specie se si riferiscono a campagne ricorrenti, brevi o non misurabili.

Il criterio guida è il collegamento con un ritorno economico futuro: quanto è concreta e misurabile l’utilità nel tempo?

 

IAS 38, invece, è più restrittivo: tutte le spese di pubblicità devono essere sempre spesate, non essendo ammesse alla capitalizzazione.

 

A livello fiscale, salvo capitalizzazione, le spese di pubblicità sono integralmente deducibili nell’esercizio di sostenimento (art. 108 TUIR).

 

Revisione consapevole: è necessario valutare caso per caso, dando attenzione contemporaneamente all’ impatto strategico del costo ed al rispetto del principio di prudenza.

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